Il mio lavoro è un atto di libertà radicale e sincerità.
Ho chiamato la mia bottega Marangio perché vivo alla giornata, mi arrangio con i mezzi che ho e scelgo di essere libera, senza sottostare a regole o tecniche prestabilite. Creo seguendo il mio istinto, partendo da un punto e lasciando che tutto il resto emerga spontaneamente, ascoltando profondamente me stessa.
La mia arte è grezza, sincera, istintiva, un gesto di resistenza contro le imposizioni sociali e culturali.
Utilizzo principalmente materiali di recupero, dando nuova vita a oggetti scartati, trasformandoli in segni vivi di rinnovamento.
Mi sono sempre definita illustratrice indipendente, perché è stato il modo in cui ho scelto di lavorare e vivere l’arte. Oggi, però, sento di non rientrare più neanche in questa categoria. Preferisco abbracciare la mia natura di “bestia selvatica” non addomesticata, capace di esprimere ciò che ho dentro.
In un mondo che pretende conformità, il mio lavoro è un invito a riappropriarsi della propria voce e della propria immaginazione, celebrando la forza della creatività femminile come pratica di libertà e di ribellione.